giovedì 17 aprile 2014

Bau bau baby

ciao freak, morto di cancro dopo aver scritto un sacco di canzoni dimmerda. quella roba probabilmente non può nemmeno essere considerata musica: sono più prove musicali con parole volgari scritte a caso. e cantate accazzo per giunta dal tuo palco o-scenico. parole e frasi che forse hanno l'unico merito di essere entrate a far parte del vocabolario comune senza mai esserti state riconosciute. e di aver fatto irruzione nella realtà dei successivi 15-20 anni col ghigno tipico della precursione.

ciao freak, morto con la tua stupida logica extra-commerciale e con le tue grida graffianti e stridule che non ti hanno permesso nemmeno  di raggiungere l'unico traguardo al quale potevi ambire da dilettante quale ti dilettavi: quella piccola fiammella che la mediocrità può scambiare per successo, ma che in fondo è solo sopravvivenza economica. ma che sopravvivenza e sopravvivenza... ti ricordi fuori dal ristorante? quando ti abbiamo spinto la uno, ch'eri rimasto senza broda? cioè tu hai detto non funziona la batteria, ma l'unica batteria guasta era e rimane quella degli skiantos.

ciao freak, sai che fra tutti i concerti che ho visto in vita mia... e dio solo sa quanti ne posso aver visti, i tuoi sono stati i peggiori in assoluto? tutti e 20 intendo... e quanta frutta, quanta verdura gettata contro le tue parole intrise di minuscole miserie quotidiane: come se dentro si potessero celare kakkole d'essenza vitale. come se potessero essere paragonabili o addirittura superiori concettualmente alle catastrofi trasmesse (in ogni senso) o stampate quotidianamente nelle testate.

ciao freak, è proprio a testate che vorrei prenderti adesso, per aver inventato il punk-rock demenziale, per aver gettato i semi di questa pianta infestante ed aver così condizionato l'evoluzione musicale. per aver tenuto con fermezza un piede nel '77, come se il fatto di non aver sciolto i nodi di quel periodo (gli anni di pongo), scaricando le colpe su un fantomatico terrorismo, potesse oggi alimentare i disagi delle persone: dei più giovani dentro, dei più ricchi di tempo e vino in cartone, di chi si sente perfettamente al centro di una periferia partecipativa e anche da chi ritrova se stesso nello smarrimento dei profondi valori del marketing.

ciao freak, morto con in bocca la tua vitalità, schiavo del tuo essere ribelle, dopo aver complicato le nostre vite con la tua semplicità, dopo averci annoiato a morte col tuo stupido genio. continueremo a mangiare merda: un milione di mosche non possono avere torto.

ciao freak, sono le 20:08. fra poco comincerà il concerto. fuori rimangono quel che resta degli skiantos, più 4 straccioni mai sentiti, altri 4 tossici mai pentiti e gran parte del tuo pubblico di merda: una sfilza di relitti che manco al centro sociale li vogliono più.

ciao freak, signore dei fischi, brutta testa di pazzo, dopo una vita spesa a skivar la fresa, spero che dio ti abbia dato spiegazioni convincenti, fottuto avanzo di balera, merda d'artista, ci hai portati nel porto e ci hai mollati sul molo e ore sei lì, che fischietti una canzone per l'estate, che ti bevi un kinotto, mangiando gelati, frugando nel frigo, col mare di fronte e col tuo fumo, migliore di tanti arrosti.

ciao freak, è l'una passata, sarà il solito trionfo, del resto le parole sono tue, mentre io dentro...