venerdì 19 giugno 2015

Radical-shampoo

13 commenti:
cari lettori ex-lettori lettrici ex-lettrici elettrotecnici ed ex-compagne di letto, come avrete avuto sicuramente modo di fottervene... ho smesso di pubblicare da circa un annetto (che è un anno di 10 mesi circa).
questa scelta che a prima vista potrebbe sembrare ponderata, in realtà è dovuta a una serie di cose poco serie che potrei elencare, ma che potete anche trovare nel palinsesto di giallo (il canale delle serie).
tuttavia.
mi sono sempre piaciute le frasi di una parola... quasi quanto quelle senza parole. a dirla tutta ero praticamente in astinenza da frasi monoparoliche, quindi ora ne userò.
parecchie.
tuttavia dicevo scrivevo, vengo continuamente evocato da elementi di dubbia sobrietà e sovrastimata autostima che disturbano il mio pacifico riposo eterno, oltre alle solite orde di navigate ventiduenni in topless che bramano per lavarsi i capelli col mio sperma.
questo e la continua ricerca di me stesso in posti poco frequentati, mi hanno convinto a fornirvi almeno 3 ottime scuse per non scrivere e rivendervele come fosse alpha-pvp:

- il blogging è morto. ricordo ancora quando nel lontano '78 io e altri due internauti (o eran internati?) inventammo il blogging. cominciò tutto così... stavamo fischiettando le prime canzoni di Vasco Brondi (ai tempi cantava nelle luci dei trenini elettrici) quando Ash disse: e se facessimo una specie di diario pubblico in cui ogni romana disadattata e un po' zoccola può raschiare il fondo della propria solitudine e spacciarla per poesia? grande idea! in effetti lo era... ed è stato veramente bello finch'é durato. poi il concetto stesso di blog, col tempo, è andato in frantumi. la gente ha cominciato ad utilizzarlo nei modi peggiori: molti hanno pensato al blog come trampolino di lancio per chessò... sfondare in tv, vomitare skizzi di banalità su gazebo, vendere mediocrità fumettistica in edicola, spacciarsi per sexy-giornaliste del fattoquotidiano con pochi peli sulla lingua ma tutti pubici... e tanto altro. ma il vero aspetto ludico del blog è morto. nessuno fa più un post ormai in cui non ci sia da qualche parte almeno un link in cui votare uno stupido progetto o un merdosissimo video montato alla cazzo, ma con il sociale come sfondo.

- la libertà di parola è una cagata pazzesca. c'è una guerra commerciale e di ideali per velocizzare l'informazione. abbiamo almeno una ventina di modi per dire la nostra verità in un tap. le possibilità sono così tante che la libertà di parola pare più 'n obbligo, mentre la mia libertà di silenzio dov'è? chi se l'è fottuta? eh!?
la pluralità d'informazione è una contraddizione in termini. mi dispiace dirlo... ci sono ancora molti radical-trash fra di voi, me ne rendo conto... però dovete ammettere che l'informazione non è interpretazione, semmai è il contrario. ai tempi della tv inventarono la parcondicio... una tecnica che descrive anche Chomsky, voluta e venerata tutt'oggi proprio perché maschera perfettamente l'informazione: dal traffico che genera ogni singolo e merdosissimo punto di vista è impossibile uscirne vivi. e quindi il mio si trasforma in contributo.
prego.

- la terza la butto sul personale perché fa tanto "introspezione": rileggendomi a distanza di anni, mi sono accorto che quello che c'era scritto nei miei post non era affatto quello che volevo dire. non c'erano i miei personaggi e le mie storie, non c'erano messaggi originali o curiose scoperte. c'ero solo io. c'era la parte di me che non avrei voluto raccontare. posso ancora vedere e annusare le untuose ditate che ho lasciato in quelle pagine html 4.0. e questo mi ha portato a considerare che non trasmetti mai quel che vuoi, ma solo quel che sei, se va bene... ma se avessi davvero voluto condividere le mie intime preziosità con qualcuno, avrei fatto come voi: mi sarei iscritto a feisbuc.

ecco.
spero in questo modo di riuscire a placare il vostro continuo bisogno di lavarvi i capelli...

e visto che sono stato così carino e gentile da darvi mie notizie, vi chiedo di votare possibilmente con feisbuc questo progetto, in cui c'è un video che ho faticosamente montato io: è per una buona causa.